"L'unica costante e' il cambiamento" - Eraclito

Quando puo' essere utile rivolgersi a uno psicologo?

Quando rivolgersi a uno psicologo?

I momenti nella vita in cui può essere utile rivolgersi a uno psicologo possono essere diversi.

Un'immagine dalla serie TV "In treatment" dove ci mostrano un terapeuta con alcuni suoi pazienti--

Vediamoli insieme:

1)      “Da qualche tempo vivo un disagio che non so ben definire, un malessere legato a diversi ambiti della mia vita.”

In questi casi una serie di colloqui con lo psicologo può aiutare a identificare il problema, dargli un nome, e costruire insieme un progetto per superarlo.

2)      “Da qualche tempo soffro di diversi disturbi fisici (mal di testa, mal di stomaco, eritemi, stanchezza eccessiva, insonnia, tachicardia, ecc), ma i medici non hanno riscontrato nulla di anomalo nel mio corpo..”

Probabilmente questi dolori sono dovuti a una causa psicologica che da soli è difficile identificare, i colloqui con lo psicologo ci possono aiutare a capirci meglio.

3)      “Sto affrontando un grande periodo di crisi a causa di un evento inaspettato o traumatico (lutto, separazione, incidente, cambiamenti improvvisi, ecc..)”

In questi casi lo psicologo può accompagnare la persona nella rielaborazione dell’evento, cercando di renderlo meno doloroso. L’obiettivo è quello di superare le difficoltà e progettare un futuro, senza sentirsi più bloccati nel tempo passato.

4)      “Da diverso tempo sono in crisi con il/la mio/mia partner, la relazione di coppia non funziona più come prima e questo ci fa molto soffrire.. Ho paura di far soffrire i nostri figli.”

Una serie di colloqui di coppia, dove potersi confrontare con uno specialista, possono aiutarvi a ridefinire il rapporto di coppia, a esplorarlo più a fondo e prendere decisioni sul futuro consapevoli e condivise. Inoltre, nel caso di figli, è fondamentale rivedere i propri ruoli di genitori e affrontare insieme eventuali separazione nel modo meno doloroso per tutti.

5)      “Devo fare una scelta importante: passaggio di scuola, scelta scuola superiore o dell’università; avvicinamento al mondo del lavoro.”

Lo psicologo può, in pochi colloqui e con l’ausilio di test, svolgere una consulenza di ORIENTAMENTO, finalizzata a perseguire la scelta più in linea con le proprie risorse e potenzialità, i propri limiti e i propri desideri.

6)      “Sono una mamma o un papà e sto vivendo un momento di crisi come genitore: non so più come comportarmi con i miei figli (bambini o adolescenti).  Sono in difficoltà riguardo alle regole, divieti, scelte, come parlare loro della separazione, di sessualità, lutti, ecc..”

Lo psicologo può, in pochi colloqui mirati, svolgere un importante ruolo pedagogico, aiutando uomini e donne a essere genitori più consapevoli e più forti, più sicuri di sé e in grado di utilizzare al meglio tutte le loro risorse

7)      “Sono una mamma o un papà, le insegnanti di mia figlia mi hanno detto che la bambina ha delle difficoltà nell’apprendimento e/o dei problemi nel comportamento.. mi hanno suggerito di farla vedere da uno specialista.”

Lo psicologo, insieme ad altre figure complementari (logopedista, neuropsichiatra infantile), può svolgere con i bambini alcuni test (valutazione psicodiagnostica), che aiutano a capire meglio che tipo di difficoltà può avere il bambino e come affrontarle al meglio.

8)      “Sono molto confuso riguardo alla mia identità di genere, mi sento un uomo intrappolato nel corpo di una donna” oppure “la mia omosessualità mi mette in difficoltà con gli altri perché non riesco a parlarne, non riesco a dirlo ad amici e parenti, mi sento solo”

Transgenderismo, transessualità o omosessualità possono essere vissuti con serenità e orgoglio. In alcuni casi però le persone possono vivere la loro identità di genere o il loro orientamento sessuale come “problematici”, come causa di malessere e isolamento. In questi casi lo psicologo può aiutare ad esplorare meglio i disagi di ognuno, lavorare affinchè ci si possa sentire più sicuri di sé, e affrontare le persone che ci circondano.

9)      L’adolescenza può essere un periodo difficile, proprio perché ricco di cambiamenti. I ragazzi tra i 12 e i 20 anni possono vivere momenti di profonda crisi o smarrimento e mettere in atto comportamenti poco funzionali per il loro benessere (comportamenti alimentari inadeguati, autolesionismo, rifugio su internet, comportamenti  pericolosi, bullismo sono solo alcuni esempi) o vivere situazioni di isolamento sociale.

In questi momenti il confronto con un adulto che non sia un genitore può essere molto importante per tirare fuori le emozioni, dalla rabbia alla tristezza, al fine di accompagnare il ragazzo verso un percorso di autonomia e di autoconsapevolezza, SEMPRE in condivisione con i genitori.

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